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Un blog vincente: i consigli di Andy Torres
By Stephanie
Il fenomeno blogging sta diventando sempre più popolare: ma come distinguersi e rendere il proprio blog speciale? Ecco i consigli di Andy Torres!

16 marzo 1959, ore 11:35, Roma. Un “ciak, si gira!” rompe il silenzio. Una bellissima e prorompente donna bionda girovaga fasciata in un elegante abito nero e un cappello a tesa larga. Poco più tardi, quella stessa sensualissima figura femminile si immerge nella Fontana di Trevi.
Il pubblico di curiosi e turisti (all’epoca ancora pochi) è in delirio: “Anita, guardami! Bellissima Anita!”. Si tratta di Anita Ekberg e quella è la scena che diventerà per sempre il simbolo di un’epoca. “La dolce vita” di Federico Fellini è un film di riferimento della cultura cinematografica occidentale. Attraverso una serie epica di fotogrammi, il film realizza un cinico affresco della società italiana in pieno boom economico. Quando “La dolce vita” viene proiettato in prima assoluta al Cinema Capitol di Milano, il 5 febbraio 1960, le reazioni della platea sono fortissime: grande entusiasmo da giornalisti folgorati; insulti sfrontati a Fellini e a Mastroianni da parte della fazione più tradizionalista di pubblico. Nei giorni seguenti la catena di polemiche sul film sarà tale da portare il dibattito anche in Parlamento. Il film di Fellini scava nelle viscere della società moderna italiana e occidentale, che vive nel benessere diffuso esploso dalla seconda metà degli anni ’50.
Il film si sviluppa attraverso un seguito di una dozzina di episodi, più o meno compiuti ed elaborati. Il filo conduttore è una lunga peregrinazione per Roma, diurna e notturna, compiuta da Marcello Rubini (interpretata dal magistrale Marcello Mastroianni), un giornalista-scrittore in crisi morale e spirituale, seguito da un fedele fotografo, di cognome Paparazzo. Marcello ha un’avventura con Maddalena, la figlia di un ricco industriale, poi ne tenta un’altra con Sylvia (incarnata da Anita Ekberg), la famosa attrice straniera giunta a Roma. Il tutto mentre intanto convive con Emma che, in preda ad una crisi di nervi, minaccia di suicidarsi. La vita romana di Marcello, che il padre intravede e non comprende, si svolge in un salotto letterario, poi in un palazzo aristocratico, in un night-club di via Veneto o in casa di ricchi amici. Non mancano gli episodi straordinari: il “falso miracolo” della Madonnina alla periferia di Roma; la vicenda di Steiner, l’angosciato intellettuale che fa strage dei suoi figlioletti e poi si suicida.
La “Dolce Vita” non è solo un film, ma un modo di vivere. Oggi Via Veneto a Roma, con i suoi locali chic, sarebbe la stessa se non fosse mai uscito questo film? Certamente no. Fellini cura ogni minimo dettaglio del ritratto spregiudicato di una Roma ubriacata dal boom economico. Gli abiti meravigliosamente anni ‘50 del film colpiscono anche negli Stati Uniti. Infatti, nel 1961 Il costumista de “La dolce vita” Piero Gherardi vince l’Oscar per i migliori costumi. Fellini e Gherardi scelgono il maestoso abito nero delle Sorelle Fontana per Anita Ekberg nella celebre scena della Fontana di Trevi. Il maglione dolcevita, un assoluto evergreen, scelto in colore nero da Steve Jobs come sua sorta di uniforme, deve il suo nome al fatto di essere divenuto popolarissimo nel periodo di uscita del film felliniano.