La moda sostenibile

La moda sostenibile

Che cos’è la moda ecosostenibile? 

La moda ecosostenibile è una realtà basata e composta dall'etica e dalla sostenibilità. L’etica applicata alla moda si riferisce alle condizioni di lavoro e al benessere dei lavoratori, mentra la sostenibilità ha lo scopo di proteggere l’ambiente attraverso sull'utilizzo di materiali non dannosi o dal minimo impatto sull'ambiente, sia in fase di produzione che di smaltimento, come la seta o la canapa.

I materiali ecosostenibili per la moda

Ci sono diverse stoffe e materiali che vengono utilizzati per produrre vestiti che rispettano i principi dell'ecosostenibilità per cercare di abbassare l’inquinamento e gli sprechi effettuati ogni anno. Molti sono in via di sviluppo essendo appena stati scoperti, ma i più utilizzati e conosciuti sono: il cotone biologico, la canapa e il bambù, il Lyocell e il Modal o i filati rigenerati e quelli ricavati dalla plastica riciclata e dal nylon delle reti da pesca. È sempre meglio poi optare per capi tinti con colori vegetali o attraverso tecniche a basso impatto ambientale (segnalate dalla sigla Oeko-Tex).

Vintage e second-hand

Comprare capi second-hand è una delle soluzioni più coerenti in termini di scelta ecologica. Dare nuova vita a capi, borse e scarpe rientra nella definizione di moda circolare. Acquistare e vendere abbigliamento di seconda mano è una pratica ecologica e soddisfacente. È la formula su cui si basano Vestiaire Collective, The RealReal e Rebelle, marketplace dell’usato firmato.

Shopping sostenibile: i consigli per acquisti green e consapevoli

  1. Leggere le etichette
  2. Acquistare vintage e second hand
  3. Prediligere capi in materiali ecologici e colorati con tecniche low impact
  4. Meno e meglio: Investire in pochi pezzi di ottima fattura e qualità, dureranno più a lungo

Il futuro della moda ecosostenibile

Nel 2016 sono state circa 70.000 le persone a chiedere ai brand chi di loro producesse fli abiti usando l’hashtag #whomademyclothes alla Fashion Revolution Week. Questo hashtag si connette ai principi della moda etica e dimostra che le persone sono interessate a sapere chi ha creato gli abiti che indossano ogni giorno. I lavoratori hanno risposto a questo hashtag con una loro foto e con dei cartelloni con scritto "I made your clothes".  La "Revolution week" è un evento che cade ogni anno ad Aprile dal 23 al 29, per ricordare le 1.138 vittime del crollo del Rana Plaza di Savar il 24 Aprile 2014. Il top trend che è emerso nel report The State of Fashion 2020 realizzato da McKinsey & Company in collaborazione con The Business of Fashion. Questo dimostra quanto sia importante, soprattutto per i clienti, trovare una formula sempre più sostenibile per un settore che è, per sua natura, uno dei più inquinanti del pianeta: secondo le stime della Ellen MacArthur Foundation, infatti, l’intero settore genera emissioni di anidride carbonica stimate in 1 miliardo e 200 milioni di tonnellate all'anno. Da quando il tema della sostenibilità si è trasformato in argomento mainstream, il sistema moda si è lanciato a capofitto in una serie di iniziative che cavalcano l’onda di questa nuova presa di coscienza: nascono capsule collection sotto il segno dell’ecologia, si piantano alberi per ogni capo venduto, ci si pongono obiettivi Carbon neutral, e per molti marchi è una gara all’azione più green.

L’approccio dei brand all’ ecosostenibilità

Il processo eco friendly è già stato adottato da alcuni brand come Stella McCartney che ha fatto del benessere animale e della salvaguardia ambientale la propria mission, Vivienne Westwood e Gucci  che ha annunciato lo scorso settembre che la sua supply chain è interamente carbon neutral e grandi gruppi come H&M o LVMH si sono impegnati pubblicamente in campagne per la riduzione delle emissioni. Reebok ha prodotto scarpe biodegradabili fatte di cotone e mais e molti altri marchi come Zara, Puma, Adidas, Valentino e Levi’s si sono uniti a questa visione rivoluzionaria grazie al contributo di Greenpeace con la sua campagna Detox. mentre le grandi aziende del fast fashion, sotto la pressione dell’opinione pubblica, si pongono obiettivi green da raggiungere in un prossimo futuro lanciando linee e collezioni conscious, e pubblicano bilanci di sostenibilità. 

E-commerce sostenibili

Luisa Via Roma ha dedicato una sezione del sito alla sostenibilità: si chiama LVR Sustainable e prevede una selezione di brand per donna, uomo, bambino, casa e beauty che favoriscono tematiche come il commercio equo e solidale, il biologico, il vegan, il riciclo e l’emancipazione femminile. Esistono anche e-commerce dedicati esclusivamente alla moda green: Eco Fashion Labels e Content sono siti con una buona selezione di abbigliamento e accessori. Compare Ethics valuta la percentuale di sostenibilità di ogni singolo prodotto mentre motori di ricerca come il Vestito Verde, sono in grado di scovare i marchi e le boutique dalla filosofia eco più vicini.  

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